giovedì 12 gennaio 2012

Il posto delle favole


E' il mondo incantato che vive dentro di noi,
e' il desiderio dei grandi di rimanere magicamente bambini,
e' il sogno che sa di fantasia e speranza, di fate e folletti,
di mondi incantati e pensieri buoni.
Le favole siamo noi.

Le favole sono di tutti, grandi e bambini.
Le favole nascono per volare lontano,
per toccare il cuore della gente.
Le favole si amano, si raccontano, si vivono, si sognano...


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Credere nelle Favole è magico per tutti!
Mai smettere di crederci

Mai smettere di volare con la fantasia, l'immaginazione.....

Finchè viviamo la nostra Favola, la vita ha senso!

lunedì 9 gennaio 2012

Un mondo silenzioso


Apro la finestra e sento il fruscio degli alberi,
le dolci melodie dell'acqua del fiume,
vedo le rose del giardino piene di lacrime di rugiada;
all'ora capisco che attorno a me c'è un mondo silenzioso ... il mondo delle fate ..


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 La bellezza della natura ci vien rivelata ogni giorno, io so che qualcosa..qualcuno la vive in silenzio e lontano dai nostri occhi indiscreti!

Un mondo incantato....^_^

domenica 8 gennaio 2012

Rossina e Rubino



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C’era una volta una fatina di nome Rossina che se ne stava tutto il giorno chiusa nel suo castello in mezzo alla foresta ad inventare pozioni per migliorare il mondo.
Dopo un anno di totale reclusione una mattina uscì di buon ora e se ne andò girovagando per verificare le necessità degli uomini.
Appena fuori dalla sua foresta però, udì un bambino piangere forte, ma così forte che non poté fare a meno di andare subito a vedere….

“Come sono sfortunato” diceva il bimbo fra i singhiozzi

Rossina allora si tramutò in fanciulla e andò dal ragazzino per chiedere spiegazioni..

“Ciao, io sono Rossina e tu come ti chiami” – chiese la fata

“Io sono Rubino” rispose il ragazzo

“Allora, caro Rubino, vorresti dirmi cosa ti succede, il perché piangi? – domandò la fata

“Piango perché sono molto sfortunato, vedi ho una gamba più lunga dell’altra e questo non mi permette di correre e per giunta i miei compagni mi prendono in giro e non vogliono giocare con me” – rispose Rubino

La fata cercò di consolarlo, senza peraltro riuscirvi, poi lo salutò e tornò di volata al castello per cercare una magia adatta a quel bambino, prese il suo librone e comincò a leggere………

“Dunque, dunque…
“Per allungare le gambe alle giraffe” … – No, questa non va bene -
“Per allungare il collo dei cigni”… – no neppure questa va bene
“Per allungare la gamba di un bambino”..”Ah ecco questo fa proprio al caso mio, pensò la fatina, dopodichè si immerse nella lettura della pozione…

“Mischia 6 petali di rosa con un gambo di fresco rosmarino ,
aggiungi quattro semi di melone e la coda del giallo porcellino ,
fai bollire per tre dì e raffreddar per due
versa il contenuto sulla gambetta corta
attendi 4 dì accarezzandola sempre con le mani tue…!

Lesse e rilesse il da farsi, era tutto piuttosto semplice tranne reperire la coda del porcellino giallo, in quanto l’unico esemplare esistente viveva nel castello della strega Norberta e ahimè nessuno era mai riuscito ad avvicinarsi.

Rossina però che non voleva darsi per vinta, per giorni e giorni andò avanti a sfogliare le pozioni magiche per trovare una soluzione e dopo una settimana finalmente la trovò:

Pozione per l’invisibilità …
“ecco dovrò rendermi in visibile per entrare nel castello” – pensò la fatina

Pozione per trafugare le codine gialle…
“Ecco, questo è proprio quello che ci vuole” – esclamò Rossina

Dunque, dunque ricapitoliamo….

Pozione per l’invisibilità:
“Prendi la radice di una carotina
aggiungi il fior di fico e di betulla
frulla il tutto piano, piano
e se invisibile vorrai diventare
sinchè il sole sorgerà muta dovrai stare.”

Pozione per trafugare la codina gialla:
“Prendi un fior di camomilla
aggiungi la menta e un pelo di gorilla
mescola a destra per 6 volte
ed a sinista ancor per 3
metti l’infuso in un giallo boccettino
versalo lesta sulla codina del porcellino.”

Rossina si diede un gran da fare, per giorni e giorni preparò i suoi infusi, poi una volta pronte le pozioni volò sino alla dimora della strega e non appena vide comparire la torre del castello bevve la pozione e attese muta il sorgere del sole.

Quando finalmente vide spuntare il sole volò lesta al castello, si intrufolò da una finestra aperta e si mise alla ricerca del porcellino e appena lo vide gli versò immediatamente la pozione magica sulla codina che si staccò in un batter d’ali.

Immediatamente Rossina raccolse la codina e volò lesta, lesta fuori dal castello.

Giunta a casa rilesse con attenzione le istruzioni per guarire la gambina di Rubino:

“Mischia 6 petali di rosa con un gambo di fresco rosmarino ,
aggiungi quattro semi di melone e la coda del giallo porcellino ,
fai bollire per tre dì e raffreddar per due
versa il contenuto sulla gambetta corta
attendi 4 di accarezzandola sempre con le mani tue…”

Prese i petali di rosa, il rosmarino i semi di melone, alla fine mise la codina gialla del porcellino, poi lasciò bollire il pentolone per tre giorni e per due fece raffreddare il tutto.

Il sesto giorno finalmente prese la sua pozione magica e volò in cerca di Rubino, ma non ci volle molto perché il suo pianto era così straziante che le giungeva chiaro e forte.

Decise che la cosa migliore era tornare invisibile, così bevve la sua pozione e poi versò il contenuto della boccetta gialla sulla gambina malata di Rubino e, accarezzandola ininterrottamente attese i 4 giorni necessari.

Il quinto giorno Rubino si alzò dal letto e subito si rese conto che la sua gambina sinistra era diventata uguale a quella destra…..non stava più nella pelle, cominciò a correre in lungo e in largo e alla fine felice e contento andò a scuola e quando i compagni lo videro gli andarono incontro curiosi come delle scimmiette, ma Rubino non aveva idea di cosa gli fosse accaduto, sapeva solo di essersi svegliato così….e da quel giorno visse felice e contento.

Fata Rossina stanca per tutto il lavoro svolto, tornò a rintanarsi nel suo castello in mezzo alla foresta…..sino alla prossima avventura!!!


trovata nel web, autore sconosciuto

Rossina e la casetta fiorita


Fata Rossina se ne andava svolazzando di qua e di là quando intravide nel bel mezzo del bosco una bellissima casetta tutta fiorita…

“Ohhh che bella casetta e che bel giardino” – esclamò la fata – “Chissà chi ci abita?” – pensò

Sbirciò dalle finestre anch’esse fiorite, ma non vide nessuno e sempre più curiosa bussò alla porticina che aveva persino una finestrella a forma di cuoricino…

“Toc Toc”
“chi è” – rispose una vocina
“Sono Rossina” – disse la fata

Ad aprirla giunse una fanciulla piccola piccola, aveva lunghi capelli rossi, occhi viola e un vestitino verde smeraldo che era una meraviglia, ma haimé era alta si e no quaranta centimetri…

“Buon giorno fatina in cosa posso aiutarti?” – disse la fanciulla
“Oh…a dire il vero non ho bisogno di nulla ero solo curiosa di sapere chi fosse la padrona di questa magnifica casetta” – rispose la fata

“Entrate pure, la prego” – esordì la fanciulla

L’interno della casa era esattamente come l’esterno, tutta azzurra e tutta fiorita, emanava un buon profumo di pulito e di dolci.

La fanciulla che si chiamava Ernestina, dopo averla fatta accomodare e davanti ad una buona tazza di the, raccontò la sua triste storia alla fatina…

“Cara Fatina, devi sapere che all’età di otto anni una strega malvagia mi ha ridotto così piccina perché non ho voluto seguirla nel suo macabro castello”…

Intanto che la fanciulla parlava Rossina cercava nella sua mente un rimedio, ma haimè non v’era nulla che potesse aiutare la poverina.

Poi Ernestina proseguì nel suo racconto…disse che dal dispiacere era scappata dal villaggio dove viveva, poi una sera si era imbattuta in un brav’uomo che avendo pena di lei l’aveva presa con se per aiutarlo nelle faccende di casa e per curare il giardino e quando l’uomo ormai vecchio se n’era andato, le aveva lasciato tutti i suoi beni, compresa la casetta fiorita.

Rossina continuava a pensare a quanto doveva sentirsi sola e a quante pene doveva avere nel cuore e così decise che in un modo o in un altro l’avrebbe aiutata.

Tornata al castello per svariati giorni cercò una soluzione in tutti i libri di magia ma haimé ogni volta che giungeva alle parole…”Strega Malvagia” le pagine del librone diventavano immediatamente e irrimediabilmente tutte bianche…

Rossina non si dava pace, doveva assolutamente trovare una soluzione, e alla fine le venne un’idea…

“Ci sono, ho capito, andrò dalla strega malvagia e le porterò via la pozione che ha ridotto così Ernestina” e, detto fatto si mise subito in volo verso il macabro castello.

Quando giunse alla dimora dela strega si trasformò in un falco nero per poter arrivare alle finestre senza destare sospetti. Si era appena appollaiata sul davanzale quando la strega malvagia entrò nella stanza delle stregonerie e il falco se ne andò ad ali spiegate.

Quando il falco vide uscire la strega dal castello volò subito nella stanza delle stregonerie per cercare la formula; cercò dappertutto senza trovare nulla, ma proprio mentre la strega stava rientrando notò un barattolino rosso nascosto dietro ad una mensola sul quale c’era scritto “Ernestina” e senza esitare lo afferrò e volò fuori dalla finestra appena, appena in tempo.

Tornata al suo Castello studiò la formula, inventò subito l’antidoto e andò dalla piccola Ernestina la quale appena apprese la notizia cominciò a cantare dalla felicità, ma aveva una vocina talmente leggera che sembrava il cinguettio di un uccellino…

Fata Rossina fece bere l’infuso alla fanciulla pronunciando contemporaneamente le parole magiche:

che sia subito
che sia ora
bim bum bam
che la bella fanciulla
torni quella di allora!!!

ed Ernestina tornò immediatamente normale…

“Oh sei davvero splendida” disse orgogliosa Rossina, poi soddisfatta del suo operato la salutò e se ne andò con il cuore pieno di gioia.

Qualche tempo dopo un bellissimo principe passò per caso vicino alla casetta fiorita, Ernestina era fuori che curava il suo giardino ed il principe s’innamorò immediatamente di lei….

Ora Ernestina é felicissima, vive in un bellissimo castello e il suo principe come regalo di nozze le ha portato la sua casetta fiorita proprio nel giardino del castello.



trovata nel web, autore da me sconosciuto

La Farfalla che danzava nella Luce





Nel mondo delle Fate gentili, nel tempo felice della grande fratellanza, quando tutti gli Esseri, animali ed uomini, vivevano insieme in armonia e pace, nacque in un giorno di aprile, da un bruco nero e peloso, una Farfalla bianca con le piccole ali spruzzate di rosa ed oro.
Era leggiadra e flessuosa, e si adagiava con grazia sui fiori e danzava sui petali e sulle foglie con grande maestria. Tutti erano ammirati dalla sua bellezza e quando appariva nel cielo azzurro per iniziare le sue danze, le Fate cessavano le loro incombenze, si affacciavano sugli usci delle loro casette incantate e restavano ammirate a guardarla. Anche i bimbi che amavano giocare con gli uccelli dalle molte ali colorate, erano attratti dai colori cangianti e dalle danze di Miluna, la Farfalla ballerina.
Spesso si univano a lei altre Farfalle, insetti dalle ali trasparenti e tutti catturavano i raggi del sole nei loro corpicini flessuosi e creavano una incantevole magia.
Poi Miluna quando il sole era troppo alto, fremeva in un ultimo guizzo d’ali e tornava a casa, nella sua dimora, un vecchio faggio brontolone, ma tanto carino ed amorevole.
Tra il faggio e la Farfalla si era creata una profonda amicizia, e il faggio, che era uno dei primi abitanti del paese delle Fate, le raccontava storie antiche di quando nella valle c’erano state battaglie terribili tra gli abitanti del paese delle Fate e i Signori della Notte, giganti malvagi che volevano oscurare il cielo e rinchiudere tutti gli abitanti nelle miniere della terra cava.
Qui cresceva, proprio come se fosse erba, un minerale nero, dal potere oscuro, che gli abitanti della valle delle Fate dovevano raccogliere e consegnare ai giganti malvagi, i quali lo avrebbero usato per catturare la luce del sole e creare dei mondi oscuri malvagi, privi di colori e di suoni.
Il faggio aveva la voce roca e tremante quando ricordava il terrore di quei giorni, quando tutti gli alberi avevano perso le loro foglie, i fiori non spuntavano più sulla terra brulla e gli insetti, le Farfalle e gli uccelli, privi di colore si confondevano con le tenebre di quella notte senza fine. Il sole non sorgeva più ed il giorno era stato ingoiato dalla notte più buia e triste di tutti i tempi della Prima Era . Per molto tempo regnò il Silenzio, ma dal mondo del Cielo Alto giunsero delle creature in soccorso dello sventurato paese, degli esseri alati, trasparenti.
Avevano fattezze squisite, alti e filiformi, dalla pelle trasparente con grandi ali flessuose che riuscivano a catturare nei loro corpi ogni pensiero gentile, ogni gesto d’amore, ogni sorriso che trasformavano in altrettanti bagliori di luce.
Così i Nefilym , questo era il loro nome, avevano organizzato un astuto piano di attacco, avrebbero parlato ad ogni creatura, avrebbero loro sussurrato parole di speranza, incoraggiandoli a liberare i loro cuori oppressi dai pensieri oscuri: ogni ricordo della loro felicità, della loro antica libertà, avrebbe sciolto un po’ di nero nei loro cuori ed offerto un po’ di luce per l’opera dei Nefilym che, a poco a poco, avrebbero potuto iniziare a disperdere le tenebre.
I giganti dal cuore di pietra quando la notte era ancora profonda, si addormentavano senz'alcun sospetto che le creature da essi dominate potessero ancora sognare, ricordare e catturare la magia della libertà nei loro cuori, creando così ponti di luce che i Nefilym tessevano tra loro per creare il Mondo della Luce.
Durante la notte le Fate evocavano i tenui bagliori di una pallida luna ed intessevano delle vesti incantate che una volta indossate, avrebbero allontanato il maleficio dei Signori delle Tenebre.
Gli Gnomi costruirono degli strumenti capaci di emettere i suoni della speranza e della felicità, che i Signori della Luce avevano avuto in dono dalla Stella che canta .
I bimbi sognavano i ricordi del tempo felice che la Fata del dolce dormire aveva conservato in uno scrigno, e che aveva consegnato al vecchio faggio che, chiamati a sé i bimbi della valle, li addormentava raccontando la storia del tempo che fu. Durante il sonno dei bimbi, la Fata apriva lo scrigno e tutti i bimbi facevano lo stesso bellissimo sogno: in un cielo azzurro, illuminato da una sfera dorata, volteggiavano le più stravaganti creature, e i bimbi con i loro visetti all'insù li guardavano incantati e felici.
Nel grembo di Madre Terra giacevano intanto dimenticati ed ormai privi del calore della vita, i semi delle sue creature, dei fiori, degli alberi e di altro ancora di cui si era persa la memoria.
Nel settimo anno della schiavitù, gli Dèi della luce stabilirono che nell’ora settima del risveglio, i sogni dei bimbi illuminassero il cielo fitto di tenebre, i suoni degli strumenti degli Gnomi risuonassero per l’aria e tutti gli abitanti del mondo incantato delle Fate indossassero i vestiti dai raggi lunari. I Nefilym si accesero di tutti i sorrisi, i ricordi, le speranze catturate nei cuori degli uomini e così vi fu il grande Risveglio.
La Luce fu straordinaria ed ogni più piccolo essere brillò di uno splendore mai visto, la notte fu cancellata e i giganti cominciarono a tremare nel loro essere di pietra, a sgretolarsi come sabbia al vento. I semi che giacevano inermi nel grembo di Madre Terra si animarono e spuntarono nuovamente, ricreando un manto di vegetazione lussureggiante.
I Nefilym non abbandonarono però per sempre il pianeta, perché vollero lasciare un loro ricordo. Insegnarono alle Farfalle la Danza della Luce e il potere di catturare la magia dei suoni e dei colori, affinché nei cuori degli abitanti del paese delle Fate restasse il ricordo del loro potere.
Così, concluse il vecchio faggio: "Tu sei una piccola Dea, e quando danzi catturando la luce nelle tue ali frementi, sei per tutti il sogno della libertà ritrovata."
Miluna ascoltò felice, ripiegò delicatamente il suo corpicino tra le ali, si addormentò profondamente e continuò a sognare di volare e danzare, di volare e danzare sempre più in alto in campi meravigliosi di fiori fatti di luce e di suoni...
da il Giardino delle Fate

sabato 7 gennaio 2012

Il coraggio di sognare...

senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a Te,... poi le cose accadono.... I Sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.... 

~Fabio Volo~

Buona notte ..........

La notte cala e i pensieri si affacciano alla mia mente.
Vorrei che una Fatina dal mondo magico si avvicinasse a me e con la magia semplice di un suo sorriso rendesse le mie notti più serene.
Rifugiarmi in un mondo incantato mi fa temere meno il buio...la morte..mia e di chi amo!
Augurami una buona notte o Fatina che danza al chiaro di Luna....