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mercoledì 18 gennaio 2012
Il Mondo dei miei Sogni
Il mondo dei miei sogni e come un sole mai spento
Il mondo delle mie fiabe è fatto di stelle, lucine brillanti nel firmamento
I percorsi dei miei sogni sono disegnati dalla fantasia e dal sentimento
sono lucciole che danzano allegre con la luna e col vento…
Le vie delle miei sogni, sono fiabe di un sognar mai vano
che io voglio ancor rivivere, come eruzione di vulcano
a cavallo di un ciclone voglio ancor attraversarle…
se gli tenderò la mano, so che mi porteran lontano…
Le strade dei miei sogni, sono fiabe
popolate dai miei miti, dai miei eroi,
da cavalieri erranti...
da Fate, Gnomi e Giganti
Vi ritroverò nella volta celeste
avrò notizie di voi entrando nel sole...
è nel magma dei vulcani
coglierò il vostro inaccessibile candore...
Nel mormorio del vento vi ascolterò
adagiati sulla luna, ci parleremo...
infine, nell'occhio del ciclone ci culleremo
Perchè nel mondo delle mie fiabe voi vivete…
perché nel mondo dei miei sogni io vi ho incontrato.
(Val. Lang.)
domenica 15 gennaio 2012
Poesia sul piccolo popolo
Il primo attributo è la leggerezza.
Vivono sottoterra, in ponticelli traforati da cunicoli e fenditure, ma alle volte sono portati in alto, volando a mezz'aria.
La loro apparenza e forse la loro stessa presenza è discontinua;
solo chi è dotato di una seconda vista li può percepire, e sempre per brevi istanti perchè appaiono e scompaiono...
Hanno momenti di tripudio e irrequietezza, ma il loro umore più frequente è la melanconia, che esprimono con il canto.
(Italo Calvino)
Le belle fate dove saranno andate?
Le belle fate dove saranno andate?
Non se ne sente più parlare.
Io dico che sono scappate:si nascondono in fondo al mare,oppure sono in viaggio per la luna in cerca di fortuna.
Ma che cosa potevano fare?
Erano disoccupate!
Nessuno le voleva ascoltare.
Tutto il giorno se ne stavano imbronciate nel castello diroccato ad aspettare che qualcuno le mandasse a chiamare.
Girava il mondo per loro in cerca di lavoro una streghina piccina picciò,
col naso a becco, magra come uno stecco,che tremava di freddo perché era senza paltò.
E quando la vedevano arrivarensi facevano tutte a domandare:
“Ebbene com’è andata? Avremo un impiego?”
“Lasciatemi, vi prego, lasciatemi respirare, sono tutta affannata…”
“Ma com’è andata?”
“Male! C’è una crisi generale.
Ho salito tutte le scale, bussato a tutti i portoni, mendicato sui bastioni, e dappertutto mi hanno risposto che per noi non c’è posto.
Vi dico, una cosa seria, altro che storie! Fame, freddo, miseria…
La gente ha un sacco di guai:
i debiti, le tasse, la pigione, la bolletta del gas,
i nonni aspettano la pensione che non arriva mai…
Chi volete che pensi a noi?
E poi, e poi, c’è sempre per aria la guerra:
ho visto certi generaloni, con certi speroni, con certi galloni, con certi cannoni dalla bocca spalancata…
figuratevi come sono scappata.
Per noi su questa terra non c’è posto.
Ci vogliono cacciare ad ogni costo.
Voi se non mi credete, fate come volete.
Io per me, faccio il bagaglio e me la squaglio”.
E le povere fateve le immaginate a fare le valige?
Per l’emozione le trecce della fata turchina son diventate grige.
Il mago nella fretta si scorda la bacchetta
e Cappuccetto perde la berretta.
Che spavento!
Biancaneve ha uno svenimento.
Il castello si vuota in un momento.
A bordo di una nuvola la compagnia se ne va…
Dove, nessuno lo sa.
Forse in qualche paese dove si sentono sicure,
dove anche i generali vogliono bene alle fate
e le circondano di premure perché sono così delicate.
Allora io mi domando:
torneranno?
Ma quando?
Nella selva incantata ci crescono le ortiche,
sul naso della Bella Addormentata ci passeggiano le formiche,
la porta del Castello è sempre chiusa
e quando i bimbi chiedono una storia i nonni trovano la scusa che hanno perso la memoria…
Ma allora torneranno?
Io dico di sì.
Sapete che si fa?
Si va dai generali con gli stivali
incapricciati di fare la guerra
e si dice così:
“Signori, per cortesia andatevene via da questa terra,
andate sulla luna o anche più lontano in un posto fuori mano,
dove potrete sparare a tutto spiano
e non si sentirà il baccano.
La mattina vi farete svegliare con un bombardamento o un cannoneggiamento,
a vostro piacimento
e di sera direte la preghiera con la mitragliatrice.
La gente sarà più felice.
Si potrà stare in pace tutti i giorni dell’anno,
e di certo cosìle fate torneranno”.
(Trovata nel web, autore a me sconosciuto)
Apri gli occhi
Andando a spese, a scuola o a lavorare,
la gente mai non smette di passare:
tutti hanno fretta vanno quà e là,
ma nessuno di loro mentre và,
nota i fiori di siepe a tutti noti,
ma dai nomi che sono a tutti ignoti.
E nessuno mai pensa a quelle fate
che, per far giochi, vi stanno celate!
Passeggero che passi , se sapessi
quello che sta nel bosco e tra le messi,
i segreti , incantesimi nascosti
in viottoli, sentieri e tutti i posti,
andresti a d'occhi aperti ad ammirare...
e allora avresti almeno imparato
la semplice bellezza del creato.
Cicely Mary Barker
Il bosco è magico abitato da fate e folletti
Il bosco è bello,
allegro e sempre felice,
le piante sembrano persone
e i fiumi dei serpenti arrotolati.
Il bosco si risveglia,
con le grida dei folletti,
si addormenta
con le parole delle fatine.
Piante generose e rigogliose
proteggono vite misteriose.
Animali di ogni specie
rendono il bosco
un luogo speciale
dove ciascuno
può tornare
a sognare.
(Trovata nel web, autore a me sconosciuto)
E' al bosco delle fate che voglio dedicare la poesia che vado a cominciare
Del bosco è difficile scordare
quel suo fascino un pò particolare.
Grandi alberi adornano i sentieri
dai percorsi dolci e massi alteri.
Dietro al bell'aspetto naturale
si cela quella sua magia fatale.
Bambini che andate lì a giocare
chiudete gli occhi e provate a immaginare:
gnomi, folletti e nani un pò scanzonati
alberi, massi, fontane dorati.
Fate dai capelli turchini in girotondo
che cantano: "Come è bello il mondo!".
Bambini continuate a immaginare:
andate tutti a festeggiare,
nel mezzo del bosco, in un pianoro,
c'è una tavola tutta d'oro
brindate con folletti e fate
mangiate torte dolci e salate.
Ma ahimè il sogno è ormai finito
sperando di avervi un poco divertito.
da Il Giardino Delle Fate
Le fate blu
Quando il cielo si fa scuro e di velluto adornato,
e le stelle si spengono come stanche candele,
quando il lampo aleggia luminoso e incantato
e il tuono romba improvviso e crudele
Se scrutate nel bosco fra alberi e fronde
e l’orecchio tendete ad ascoltare curiosi
udrete un canto che dolce si infonde
ed accompagna una danza con gesti armoniosi
Il vostro sguardo non potrà più far senza
quei vortici blu e delle voci fatate
fremerà il vostro corpo con insistenza,
le vostre membra danzeranno beate
No, non temete che la causa di questo
sia la magia o il sortilegio più arcano
la colpa è dovuta all’aspetto immodesto
delle fate blu dal garbo sovrano.
Di notte, d’arte e di classe vestite
inneggiano al lampo, padre orgoglioso
celate nel buio, dall’animo unite
danzano e cantano senza riposo.
Attenti comunque a non farvi notare
le fate blu, son riservate e solenni
se vi scorgessero celati a spiare,
non ne uscireste interi ed indenni.
È vero, son fate, non sono guerriere
ma sono scaltre e assai dispettose
non causano liti, non invadon barriere
ma se provocate diventano astiose
Le fate blu son così fatte,
belle, sincere, di modi sopraffini,
studiano, scrutano, non fanno le matte
stuzzicano solo chi non rispetta i confini
Il loro saluto richiama la pioggia
amano il buio e la notte oscura,
deplorano chi la civetteria sfoggia
e aiutano i deboli a vincer la paura
Sono fate dei buoni intenti,
usano l’ironia e il linguaggio forbito
per aiutare tutti i perdenti
a ritrovare l’orgoglio smarrito.
Sono le fate che volano in gruppo
avvolte di notte e di fascino arcano
di guerra e vendetta non temon sviluppo
son forti del lampo, loro padre
sovrano
(trovata nel web, autore a me sconosciuto)
Ninna nanna del luogo incantato
Dorme la Quercia e persino il funghetto
sveglio rimane soltanto il Folletto...
Ninna nanna del cielo stellato
la Fatina ha un mantello incantato
e lo distende sul manto odoroso
per riportare col sonno il riposo
lei fa dormire il cervo e il capretto
e si addormenta persino il Folletto.
(Trovata nel web, autore a me sconosciuto)
Ninna nanna del folletto
Ecco il folletto che dorme sereno nel suo letto
lo cura la luna nel cielo lassù
lo aiutano le stelle nell'immenso blu
notte serena e piena di magia
tutta la stanchezza porta via!
di La Quercia Incantata
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